Le quattro porte di Borghetto

Le quattro porte di Borghetto

Borghetto Santo Spirito era dotata di quattro Porte di accesso, attraverso le mura di protezione. Il “portello” o “portino” della marina, munito di torre, ma non transitabile con i carri, affacciato sullo “zerbo comunalis”: un ampio spazio sabbioso che si stendeva per oltre centro metri dalle mura fino al mare. La porta di levante o di Loano, detta anche “porta del verzaio”, si apriva sugli orti e sui giardini vicini alle mura, mentre dalla parte verso il mare si estendeva una vasta zona paludosa.
La porta di Toirano (in cima all’attuale via Diaz) si apriva invece su una campagna coltivata prevalentemente a vigna, uliveto e quindi sempre più ad ortaggi e a piante da frutto.
Infine la porta occidentale verso Ceriale, l’unica oggi rimasta, quasi un simbolo, una testimonianza viva della lunga storia di questo borgo. Oggi detta “della Madonna” è rimasta pressoché intatta di fronte al suo piazzale “u ciassà”, che lentamente a partire dal Seicento, comincerà a crescergli davanti. Questa porta fu chiamata per secoli “Porta della fontana”. Attraverso la sua arcata si raggiungeva infatti la fontana sita fuori le mura presso le falde del Monte Piccaro, nell’attuale piazza della Fontana, dove ancora oggi scorrono le acque del “lavatoio pubblico” costruito nel 1902. Le prime due porte scomparvero, abbattute dai genieri dell’Armata francese rivoluzionaria che nel 1974 aveva occupato la riviera di ponente e il territorio di Borghetto, in vista della battaglia di Loano.

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