L’appuntamento con Telmo Pievani, dopo la presentazione del suo libro alle ore 18.00 (https://visitborghetto.it/eventi/telmo-pievani-presenta-uniti-per-la-vita-storie-di-simbiosi-e-cooperazione) si rinnova alle ore 21.30 con la rassegna Teatro nel Borgo, nella suggestiva cornice della storica arena Cinema Vittoria, con lo spettacolo “Il delitto di Darwin. Storia di un segreto spaventoso”, scritto ed interpretato dal filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani. Lo spettacolo racconta gli anni in cui Darwin, di ritorno dal viaggio sul Beagle, tenne nascosta per vent’anni la sua rivoluzionaria teoria, combattuto tra le sue scoperte e il timore di sconvolgere la società vittoriana.
C’è un segreto, nella vita del più grande naturalista inglese. Era ancora un ragazzo quando con il Beagle faceva ritorno dal suo viaggio attorno al mondo, nel 1836. Un’iniziazione tra gli oceani, un romanzo di formazione. In testa, molte osservazioni, tanti ricordi, visioni, un gran mal di mare e un’idea che emerge, rivoluzionaria. Lui la scrive a Londra su certi piccoli taccuini e lei cresce, sempre più ingombrante: l’albero della vita, anzi il corallo; la selezione naturale; siamo tutti parenti, fino al più umile verme; nessuna Provvidenza ci ha portato sin qui. Un’unica grande rete accomuna i viventi. Ma come dirlo agli altri? Un altro viaggio di cinque anni, tutto mentale questa volta, e nel 1841 i taccuini sono finiti: la teoria dell’evoluzione è concepita. Ed ecco che Charles Darwin compie la sua scelta: decide di tenere segreti i suoi appunti, anche alla moglie Emma, in un cassetto, per sempre. Addirittura li confeziona per un’edizione postuma, aggiungendo una lettera strappalacrime. Ha paura delle conseguenze, beninteso non sulla Chiesa (veniva da due famiglie laiche e libertine), ma sulla società e sui suoi colleghi. Non la prenderanno bene, la detronizzazione dell’uomo dal centro della natura. No, non la prenderanno per niente bene. Meglio tacere, dedicarsi ad altro, alla geologia, ai cirripedi. In contumacia. Per vent’anni esisteranno due Darwin: quello pubblico, il pupillo della scienza inglese, e quello privato, il rivoluzionario materialista, nel suo rifugio nel Kent. A un amico, nel 1844, si lascerà scappare una parola e confesserà di aver commesso un “delitto”, un assassinio per la precisione, ma non aggiungerà altri dettagli. Sa che la latitanza non potrà durare per sempre. Prima o poi sarà scoperto. Vomita tutte le mattine. Inizia a scambiare lettere con un naturalista più giovane di lui, Alfred R. Wallace, sperduto tra le isole delle spezie, e capisce con sgomento che è arrivato indipendentemente alle sue stesse conclusioni. Lo svelamento a questo punto è inevitabile e sarà un dramma, non privo di comicità. L’annuncio solenne della teoria rivoluzionaria di Darwin e Wallace, il primo luglio del 1858 alla Linnean Society, nel pieno della grande puzza di Londra, non riceverà alcuna attenzione. Lui scappa a fare cure termali. Quando ormai ha 50 anni, in tredici mesi scriverà il suo capolavoro, L’origine delle specie, ma questa è la storia che conoscono tutti. Uno spettacolo mozzafiato sulla storia poco nota di Darwin prima che diventasse Darwin, l’icona triste con la lunga barba bianca che studiamo a scuola. Un ritratto dell’Inghilterra vittoriana attraverso le paure, i tormenti, le illuminazioni e le ritrosie di un antieroe, ipocondriaco e mite. Mentre sferragliano locomotive, si aprono canali, si accendono le macchine a vapore, un uomo solo comprende le leggi dell’evoluzione e si spaventa. Una carrellata di personaggi lo sfiorano, da Samuel Coleridge a Benjamin Franklin, da Alexander von Humboldt a Charles Dickens, da Thomas Malthus ad Alfred Tennyson. Una storia teatrale a sua insaputa, tra colpi di scena e un finale tragicomico.
Telmo Pievani
Evoluzionista, filosofo della scienza, storico di Darwin, saggista, insegna Filosofia delle Scienze Biologiche nel Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova ed è visiting scientist presso l’American Museum of Natural History di New York. Dal 2017 al 2019 è stato Presidente della Società Italiana di Biologia Evoluzionistica.
Autore di 375 pubblicazioni, tradotte in molte lingue, i suoi libri più noti sono: Darwin (Laterza, 2012); Imperfezione (Cortina, 2019); Finitudine (Cortina, 2020); Serendipità (Cortina, 2021); La natura è più grande di noi (Solferino, 2022); Tutti i mondi possibili (Cortina, 2024). Socio di importanti società scientifiche e dell’Editorial Board di riviste internazionali, dirige i portali Pikaia e Lucy sui Mondi. Vincitore di 17 premi, autore di libri anche per bambini sull’evoluzione, insieme alla Banda Osiris, al collettivo “Deproducers”, a Marco Paolini e Cristiano Godano è artefice di progetti teatrali e musicali a tema scientifico.
Dal 2024 porta in scena “Nomadic – Canto per la biodiversità”, scritto e ideato insieme a Gianni Maroccolo, regia di Mariano De Tassis. Collabora con Il Corriere della Sera e con le riviste Le Scienze e Micromega. Ha curato e introdotto diverse opere e selezioni di lettere di Charles Darwin, tra le quali i “Taccuini della Trasmutazione” (Laterza, 2008). Nel 2026 uscirà la sua traduzione d’autore de L’origine delle specie per Einaudi.
La Rassegna Teatro nel Borgo torna venerdì 24 luglio alle ore 21.30 con gli Oblivion, con lo spettacolo “Oblivion Collection”.
Gli spettacoli sono ad ingresso libero, fino ad esaurimento dei posti a sedere. Non occorre prenotare.